La pieve

Quale che sia l’origine del nome, molte più certezze si hanno sull’identità dei santi a cui la pieve del paese deve ancora oggi il suo nome: martiri i cui corpi vennero ritrovati proprio da Sant’Ambrogio nel lontano IV secolo.

La consacrazione della pieve gorgonzolese a queste due figure deve essere letta nella più vasta opera di evangelizzazione portata avanti dagli Ambrosiani in tutte le campagne attorno a Milano a partire proprio dal tardo secolo IV.
Fu una di queste comunità religiose, diventata autonoma negli anni della missione del vescovo di Milano in forma di piccole pievi locali, a sostenere l’attacco devastante delle orde degli Unni nel 453.

Argentia, allora il centro più importante della zona, venne distrutta, e il piccolo abitato di origine celtica che fu in epoca romana una semplice mutatio (stazione per il cambio dei cavalli) si candidò a essere l’insediamento più importante del territorio; quel pugno di case era Gorgonzola.

Benché si suppone che il paese sia stato uno dei primi a essere contattato dai missionari milanesi, bisogna attendere il IX secolo per avere notizie certe della rinascita di Gorgonzola quale rinnovato centro di fede, attorno alla cui pieve si raccolgono i numerosi abitati della zona. A prescindere dalla precisa datazione della prima chiesa eretta a Gorgonzola, che alcuni fanno risalire all’VIII secolo, è appurato che nei piani del vescovo ambrosiano, Gorgonzola fosse già un punto di riferimento per l’evangelizzazione delle campagne già all’indomani delle rovinose incursioni barbariche.