Verso il bilancio di previsione. Il valore della compartecipazione


L’amministrazione Stucchi in questi mesi sta procedendo all’elaborazione del bilancio di previsione per l’anno 2019. Per favorire una sua maggiore comprensione anticipiamo in questa fase della sua redazione alcune temi che lo andranno a caratterizzare.


Che cos’è il bilancio di previsione

Il bilancio di previsione è lo strumento amministrativo che mostra le risorse economiche disponibili attraverso l’indicazione delle entrate, anche quelle derivanti dai tributi richiesti ai cittadini, e nel contempo indica le spese che dovranno essere sostenute per l’acquisto di beni e servizi o per la manutenzione straordinaria ed ordinaria. Stabilisce in questo modo le caratteristiche dell’azione amministrativa.
Si comprende allora che i contenuti del bilancio di previsione riguardano tutti i cittadini di Gorgonzola, nessuno escluso.

 

Un prima linea guida: la compartecipazione ovvero la corresponsabilità

Nella gestione dei  diversi  servizi  che il Comune di Gorgonzola eroga ai cittadini alcuni sono a pagamento. È facile capire che se chi li usa non corrisponde il prezzo dovuto, pur non avendo difficoltà economiche, crea un danno alla collettività.

Prendiamo ad esempio l’affitto delle case comunali e la mensa scolastica. Gli affitti delle case comunali non corrisposti in base alla previsione a fine 2018 ammontano a € 225.325 euro, mentre le rette non pagate della mensa scolastica calcolate dal 2010 ad oggi ammontano a € 480.045: una media di 60 mila euro l’anno di ammanco.
Numeri alti che non possono essere ignorati e obbligano a un’azione di riscossione anche se alcune situazioni di bisogno e fragilità portano alla comprensione dell’insoluto e a un rallentamento nella richiesta di riscossione del debito maturato.

Se è comprensibile questo sguardo “benevolo” bisogna però ricordare che il sistema tariffario applicato nei servizi comunali è definito sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) a cui vengono affiancati ulteriori elementi di valutazione nella direzione di una maggiore equità e coerenza con le situazioni di difficoltà dichiarate in sede di domanda di iscrizione o, più in generale, con le situazioni in essere al momento della fruizione del servizio.

Davanti a questi insoluti, per entrambi i servizi citati, negli anni sono state inviate lettere di sollecito a cui sono seguite diffide e messe in mora. Alcuni cittadini hanno aderito al cosiddetto “patto di rientro” e si sono impegnati a pagare, versando al Comune rate mensili che hanno ridotto il loro debito. In questo modo si è trovato un giusto equilibrio tra la loro disponibilità e il debito maturato.
Altri cittadini hanno invece ignorato questi richiami scaricando le spese del servizio di cui hanno usufruito sulla collettività. Per questi possiamo già dire che l’Amministrazione comunale procederà in modo ancora più energico con azioni di recupero del credito attraverso un procedimento di esecuzione forzata sino al soddisfo.
Certamente si continuerà a tenere conto del diritto di ogni bambina e bambino e nessuno di loro verrà escluso dal servizio mensa o privato della possibilità di pranzare con i propri compagni.

Tutti saranno chiamati alla compartecipazione delle spese e a restituire quanto ricevuto, non solo per alloggi e mensa scolastica ma in generale per qualsiasi servizio comunale erogato, perché pagare i servizi di cui si usufruisce è un atto dovuto e permette, in un tempo di crisi e di nuovi bisogni, di avere risorse economiche per farvi fronte.

Il bene comune si costruisce anche con atteggiamenti di giustizia e nessuno potrà sottrarsi a questo dovere.