Relazioni di pace per cambiare


Signor presidente,

mi rivolgo a lei, a pochi giorni dalla giornata mondiale per la pace, perché preoccupato dopo la morte del generale Qassem Soleimani delle conseguenze internazionali che questa uccisione può avere.

Come a lei, seppur in modo molto minore, mi è stata affidata la responsabilità di garantire sicurezza e futuro buono per chi vive nella mia città. Sono consapevole della nostra differenza, lei Presidente di una grande Nazione e io sindaco di una piccola città italiana ma anche di questa nostra comune responsabilità.

I fatti di questi giorni e del passato evidenziano come nell’area dei Paesi Arabi siano forti le tensioni e i rischi di un conflitto che potrebbe coinvolgere il mondo intero.
La storia, nel suo scorrere, ci ha insegnato l’inadeguatezza della guerra o del ricorrere alla forza per risolvere problemi derivanti da tensioni economiche, sociali e politiche tra gli uomini e nazioni.
Non posso perciò rimanere indifferente di fronte a quanto è accaduto perché tutti siamo chiamati alla vigilanza e a orientare attraverso le nostre azioni la politica delle nazioni verso relazioni di pace tra i popoli.

Questa settimana un gruppo di miei concittadini era in Israele e in prossimità del monte delle beatitudini, dove si disse “beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” ha pregato per chi si adopera per la pace.
Vorrei tanto che questa preghiera sia stata rivolta anche a noi per aiutarci nelle nostre scelte.
Così forte di questa preghiera e della storia della Città di Gorgonzola, le chiedo di superare quanto fatto sino ad oggi per inaugurare una nuova modalità nelle relazioni internazionali affinché i popoli di tutta la terra possano superare tensioni e divisioni per essere investi dalla pace, la stella polare che deve orientare la politica degli stati e di tutti gli uomini.

Lei e il suo Paese avete la forza per dare inizio a questo tempo nuovo della storia.
Noi, piccola città del mondo, certamente faremo la nostra parte e saremo al suo fianco.
 
In amicizia,

Angelo Stucchi
 

Gorgonzola, 4 gennaio 2020
 

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