Giornata della Memoria 2020


In molti per la giornata della memoria cercano, leggono, studiano e più di tutto soffrono.
Questo desiderio di comprendere spesso produce momenti comuni di narrazione dei fatti affinché simili eventi non possano più accadere.
In questa comune ricerca per dare idealmente parola a chi non è ritornato dai campi di sterminio ho incontrato la figura e la storia di Janusz Korczak pedagogo, scrittore e medico polacco di origine ebraica, vittima dell'Olocausto.

Korczak diede luce e speranza ai bimbi, orfani dei genitori mandati nei campi di sterminio, rinchiusi nel ghetto di Varsavia. Per loro organizzò una vita parallela, fatta di teatro e di animazione, di scuola e di pittura. Benché in possesso di un lasciapassare che gli avrebbe permesso di lasciare la Polonia, Korczak decise di prendere, insieme ai suoi ragazzi, la via di Treblinka dove trovò la morte il 6 agosto del 1942.
A ricordo di questo e di altro della sua vita allo Yad Vashem, la collina che lo Stato di Israele nel 1953 a Gerusalemme ha voluto dedicare alla memoria delle vittime della Shoah, è esposta una grande opera in bronzo che rappresenta il volto di Korczak ed una grande mano che abbraccia i "suoi" bambini in segno di protezione.

Oggi ci sono segnali che fanno pensare che queste morti siano servite, ma ve ne sono altri che ci dicono che se ne sta perdendo memoria.
Oggi vi sono uomini e donne che desiderano stringersi a chi ha pianto la perdita di parenti e amici ma c’è anche chi finge di non sapere.

Non ho una ricetta per chi ancora nega, non vede, per chi non si incammina verso orizzonti di pace e di fraternità, però credo che alcune cose sia necessario farle: non aver paura della differenze e cercare di coltivare la parte migliore di noi.

Credo sia anche importante essere consapevoli della propria identità. Solo così possiamo aprirci alla differenze dell’altro senza troppe paure.
Occorre altresì essere attenti, documentarsi, sapere le cose, prendere posizione, andare oltre l’indifferenza.
Ciascuno di noi può fare qualcosa. E nessuno può farlo al posto nostro.

Il Giorno della memoria ci da ancora una volta questa opportunità, quella di non anestetizzare le nostre coscienze davanti agli orrori della storia, di essere più vigili e più consapevoli delle responsabilità che ciascuno ha verso gli altri.
Il volto e la mano che protegge di Janusz Korczak per respingere la tentazione dell’indifferenza perché, come dice un detto ebraico, “chi salva una vita, salva tutta l’umanità”.
 

Il Sindaco

Angelo Stucchi

ALLEGATI