FAQ Ordinanza per Ambito sanitario e socio sanitario


SONO PREVISTE RESTRIZIONI PER I SERVIZI EROGATI DALLE UNITÀ DI OFFERTA SOCIOSANITARIE DI TIPO RESIDENZIALE, SEMIRESIDENZIALE E AMBULATORIALE?


Per i servizi erogati dalle Unità di offerta sociosanitarie non sono previste restrizioni e/o riduzioni dell’orario di apertura.
Si richiamano le precedenti disposizioni rispetto all’opportunità di sospendere le attività di gruppo/esterne rinviabili e di mantenere le attività terapeutiche/educative/riabilitative/assistenziali in piccoli gruppi (fino a 5/6 utenti) già previste dai Piani Individuali.

Nei servizi semiresidenziale e residenziali si invita ad evitare il sovraffollamento delle sale da pranzo, ove possibile introducendo orari e/o spazi differenziati.

Per i servizi semiresidenziali e ambulatoriali è sospeso l’accesso degli utenti in carico o già programmati, affetti da sintomatologia acuta di origine respiratoria. In tal senso è opportuno verificare telefonicamente in via preventiva l’assenza di febbre e/o sintomi rilevanti.

Con riferimento alle Unità d’offerta sociali, considerato che tali strutture sono autorizzate ed eventualmente convenzionate dai singoli Comuni, si consigliano le Amministrazioni ad allineare le indicazioni a quanto già disposto dalla DG Welfare relativamente a servizi analoghi.
 

ADI E CURE PALLIATIVE DOMICILIARI


L’ADI e le cure palliative domiciliari, trattandosi di servizi rivolti a persone fragili, non devono essere sospese o subire restrizioni, anche per prevenire accessi evitabili ai pronto soccorso.

Si invitano i Medici di Assistenza Primaria (Medicina Generale e i Pediatri di Famiglia) a limitare le richieste di interventi occasionali (in particolare prelievi) alle situazioni non procrastinabili, in modo da riservare le risorse ai casi di più elevata complessità.
 

LE STRUTTURE SANITARIE E SOCIOSANITARIE RESIDENZIALI RESTANO APERTE ALLE VISITE DI ESTERNI?


Gli ospiti delle strutture residenziali possono ricevere visite da parte di una persona per volta.

Prima dell’accesso del visitatore alla struttura gli operatori dovranno chiedere conferma dell’assenza di febbre e/o sintomi respiratori (tosse, raffreddore). In assenza di assicurazioni in tal senso, non sarà temporaneamente consentito l’ingresso.

È da evitare l’ingresso di bambini con età inferiore a 12 anni.


I SOGGETTI INSERITI IN COMUNITÀ (DIPENDENZE, PSICHIATRIA, NEUROPSICHIATRIA INFANTILE) MA CHE SVOLGONO ATTIVITÀ ESTERNE DURANTE IL GIORNO (ES LAVORO ECC) POSSONO PROSEGUIRE LE LORO ATTIVITÀ ESTERNE E ALLA SERA RIENTRARE IN COMUNITÀ?


Sarà cura degli operatori di riferimento dei progetti di inserimento verificare con i responsabili delle aziende/cooperative/enti le singole situazioni, nel rispetto delle eventuali misure preventive adeguate al rischio e già definite dalle indicazioni regionali (rispetto delle precauzioni universali indicate dal Ministero della Salute, utilizzo di dispositivi di protezione individuale, …).


COME SI DEVONO COMPORTARE GLI OPERATORI DEI SERVIZI A BASSA SOGLIA (UNITÀ MOBILI, AMBULATORI PER LA GRAVE EMARGINAZIONE, SERVIZI DI STRADA PER LE DIPENDENZE, …) PER PREVENIRE IL RISCHIO DI CONTAGIO?

Fermo restando il rispetto delle precauzioni universali indicate dal Ministero della Salute e l’utilizzo dei DPI previsti per le situazioni di esposizione al rischio biologico, agli operatori va garantita la dotazione di mascherine FFP2 che dovranno essere indossate nei contatti con gli utenti.

Qualora si riscontrasse la presenza di sintomi respiratori, gli utenti devono essere forniti di mascherina chirurgica ad alta filtrazione e orientati/accompagnati nel contatto telefonico con il medico di riferimento dell’utente/il medico della struttura sanitaria di riferimento dell’operatore per valutare la necessità di segnalazione all’ATS (da effettuare sempre in caso di motivato sospetto di contatto con utenti provenienti dalle zone rosse).


LE RACCOMANDAZIONI PER PREVENIRE IL CONTAGIO DA CORONAVIRUS DEVONO ESSERE ADOTTATE ANCHE DALLE DONNE IN GRAVIDANZA?


Si conferma che le raccomandazioni per prevenire il contagio da Coronavirus devono essere adottate anche dalle donne in gravidanza.


LA MADRE SOTTOPOSTA AD ACCERTAMENTI PER SOSPETTA COVID-19 DEVE ESSERE SEPARATA TEMPORANEAMENTE DAL PROPRIO NEONATO?


I rischi e i benefici della separazione temporanea della madre dal suo bambino vengono sempre discussi con la madre dal team medico specialistico ostetrico e pediatrico.


COME SI PUÒ MANTENERE LA PRODUZIONE DI LATTE SE LA MADRE È SEPARATA TEMPORANEAMENTE DAL PROPRIO NEONATO?


Le madri che intendono allattare devono essere incoraggiate a praticare la stimolazione del seno e la spremitura manuale del loro latte per iniziare e mantenere la lattazione. Prima di spremere il latte materno, le madri devono praticare l’igiene delle mani corretta e devono attenersi alle modalità di raccolta e conservazione del latte fornite dai medici pediatri, ostetriche, infermieri.


I SERVIZI SOCIOSANITARI DIURNI DI PSICHIATRIA E NEUROPSICHIATRIA INFANTILE DEVONO ESSERE SOSPESI?


Tra le attività che devono essere garantite rientrano anche le attività ambulatoriali semiresidenziali di psichiatria e neuro psichiatria infantile. Le attività educative e di gruppo che superano 8 partecipanti, devono essere sospese fino a nuova disposizione.