Coronavirus: situazione all“Istituto Geriatrico Vergani e Bassi onlus


Il Comune, pur non avendone competenza, si mobilita per mandare mascherine e camici chiedendo accertamenti diagnostici

 

L’Amministrazione comunale sta monitorando quotidianamente e con estrema attenzione l’evoluzione della diffusione dei casi di COVID-19 in Gorgonzola, comunicando giornalmente, dallo scorso 4 marzo, gli aggiornamenti possibili grazie ai dati ufficiali trasmessi da ATS Milano e dal riscontro sul territorio effettuato in collaborazione con la Polizia locale.

Anche nella nostra città, come in tutta la Lombardia, la situazione delle Residenze Sanitarie Assistenziali è particolarmente critica, essendo strutture non ospedaliere pensate per accogliere e accudire anziani, spesso fragili con pluripatologie e non autosufficienti, allo scopo di migliorarne i livelli di autonomia, promuoverne il benessere, prevenire e curare le malattie croniche.

Dati non ufficiali mettono in evidenza nelle RSA numeri importanti tra persone con sintomi sospetti e decessi. In moltissimi casi però non si è in grado di comprendere la reale situazione perché non sono stati preventivamente effettuati i tamponi sugli ospiti malati e poi deceduti.

Per evitare confusioni e attribuire correttamente ruoli e competenze è utile ricordare che:

  1. Le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), spesso definite Case di Riposo, sono strutture socio-sanitarie e in quanto tali fanno parte del sistema di assistenza regionale. Questo perché Regione Lombardia è il soggetto deputato ad autorizzare, accreditare, contrattualizzare, vigilare e sostenere l’azione degli Enti Gestori a fronte di specifiche esigenze e/o emergenze. A Gorgonzola ricordiamo che l’ente gestore dell’Istituto Geriatrico Vergani e Bassi è la Fondazione Vergani e Bassi onlus.
  2. La Fondazione Vergani e Bassi onlus ha un proprio Consiglio di Amministrazione con piena autonomia di intervento, oltreché un Direttore Generale e un Medico Responsabile che sono preposti a valutare tutte le misure necessarie al corretto funzionamento della struttura socio-sanitaria e, nel caso dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, al contenimento della diffusione del virus.
  3. Venerdì 3 aprile 2020 una comunicazione ufficiale di ATS indicava una serie di misure di sorveglianza e verifica sulle decisioni organizzative e gestionali delle RSA, per quanto riguarda la vigilanza e il controllo, finalizzate al contenimento della diffusione del virus COVID-19 in tutte le case di riposo.
    In particolare:
    • Igiene e prevenzione generale.
    • Modalità di gestione nell’ingresso.
    • Riorganizzazione delle attività.
    • Gestione degli ospiti con sintomi sospetti per COVID-19.
    • Gestione degli operatori con sintomi sospetti per COVID-19 od operatori a contatto stretto con caso sospetto.

L’ATS, inoltre, nella stessa comunicazione dichiarava di occuparsi – dopo un’apposita ricognizione – della fornitura di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

Nell’azione di monitoraggio del territorio attivata dall’insorgere dell’emergenza, l’Amministrazione comunale ha guardato con attenzione anche questa storica struttura gestista dalla Fondazione Vergani e Bassi onlus. Alla richiesta telefonica del Presidente Ernestino Mantegazza di attivarsi per supplire alla carenza di Dispositivi di Protezione Individuali necessari alla struttura socio-sanitaria, l’Amministrazione comunale si è spesa per dare una prima fornitura di mascherine, mentre nella giornata di martedì 7 aprile, grazie alla generosità della cittadina tedesca gemellata Annweiler am Trifels, è stato possibile fare avere 100 camici di tipo ospedaliero.

«Pur non essendo competenza del Comune di Gorgonzola la fornitura di materiale sanitario – ha spiegato il sindaco Angelo Stucchi – ci siamo adoperati a favore dell’Istituto Vergani e Bassi e dei suoi ricoverati perché solo tutti insieme, esercitando la solidarietà, possiamo uscire da questa pandemia e, nel limite delle possibilità del nostro comune, continueremo a farlo».

«In una situazione di emergenza sanitaria – continua il primo cittadino – appare importante fornire notizie corrette e non possiamo pertanto attribuire alcuni decessi a COVID-19 se non dopo gli specifici accertamenti diagnostici. Chiediamo a tutti la massima responsabilità nel rispetto delle persone decedute, delle loro famiglie e delle altre persone che hanno famigliari ospitati presso la struttura gorgonzolese».

«Insieme a molti sindaci dell’Adda Martesana – ha concluso Stucchi – ci siamo attivati chiedendo più tamponi e creando un monitoraggio attento e condiviso delle strutture socio-sanitarie in modo che si possano mettere in atto tutte le misure necessarie per tutelare le persone che lì vivono. Continueremo, inoltre, a segnalare la necessità di realizzare tutti gli accertamenti diagnostici che permettano, da un lato, di individuare i soggetti asintomatici, dall’altro, invece, di attribuire eventuali decessi al COVID-19».