Buona Pasqua


«Mio Dio, sono tempi tanto angosciosi. Stanotte per la prima volta ero sveglia al buio con gli occhi che mi bruciavano, davanti a me passavano immagini su immagini di dolore umano… se dico che stanotte sono stata all’inferno, che cosa potete capirne voi?».

Questa annotazione nel Diario di Etty Hillesum, giovane donna Ebrea deportata con la sua famiglia ad Auschwitz dove troveranno la morte, può essere scritta anche da chi si è trovato in un reparto d’ospedale lottando contro il COVID-19, da chi sta aspettando ancora di pregare davanti alla tomba dell’uomo o della donna che ha amato, da chi si sta spendendo per curare i malati, da ognuno di noi.

In queste settimane ci siamo improvvisamente trovati in ginocchio, abbattuti da febbre, paura, limitazioni, chiusura dei luoghi di lavoro, del commercio e del culto. Tutto era contro di noi.

Dinanzi a questo non ci siamo abbattuti e senza saperlo, in questo presente, passando oltre difficoltà, polemiche, arroganza dell’io avrei fatto meglio, stiamo già indirizzando il nostro prossimo futuro. Sì, perché una cosa è sempre più evidente: siamo tutti consapevoli che siamo noi per primi a dover aiutare l’altro per aiutare noi stessi. Sulla solidarietà stiamo vivendo il presente e progettando il futuro.

Ci si difende dalla pandemia sentendoci comunità e operando per il suo benessere, anche rimanendo nelle nostre case, indossando una mascherina, perché questo impedisce al virus di diffondersi.

Che sia, nonostante il dolore e i lutti di queste settimane, una Pasqua di Resurrezione per tutti. Un nuovo inizio, un nuovo sguardo.

Auguri di cuore.


Angelo Stucchi
Sindaco di Gorgonzola

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