A sostegno della Vergani e Bassi


«Darò corso all’invito che ho colto nei diversi interventi dove si chiedeva di rafforzare la capacità di contrasto al CoVid-19 nell’Istituto Geriatrico Vergani e Bassi». Così il primo cittadino Angelo Stucchi ha dichiarato l’impegno dell’Amministrazione comunale nei confronti della R.S.A. gorgonzolese a seguito del dibattito politico che ha portato al ritiro della mozione della Lista Civica “Uniti per Fare” avente per oggetto l’erogazione di un contributo a sostegno della “Vergani e Bassi” nella seduta straordinaria di prosecuzione del Consiglio Comunale che si è svolta lunedì 25 maggio.

«Nei mesi scorsi – ha proseguito Stucchi – abbiamo visto come le RSA, da luogo che deve proteggere la generazione anziana non autosufficiente, si sono invece trovate disarmate davanti a un nemico invisibile, il virus, che imperversava con facilità e mieteva vittime tra chi risiedeva al loro interno.
Davanti a tutto questo è fondamentale pensare già oggi ad un domani diverso proponendo e sostenendo soluzioni alternative al ricovero nei grandi istituti per anziani, e soprattutto porre fine a quella deriva che ha allontanato sempre di più la generazione anziana dalla società “attiva” e dalla società. Abbiamo bisogno di una rete di prossimità e solidarietà che diventi garanzia di qualità di vita per gli anziani».

«Questo – rassicura il primo cittadino – non significa che le RSA non servono: le case di risposo sono istituzioni che rispondono a un bisogno di cura e di protezione sanitaria. È per questo motivo che questa settimana convocherò il presidente della Fondazione Vergani e Bassi Onlus Ernestino Mantegazza, per definire con lui cosa è più utile per contrastare la diffusione del virus CoVid-19 e le capacità di prevenzione al contagio da virus, sempre nel rispetto dei rispettivi ruoli e in conformità alle leggi vigenti».

«Dal confronto di questi mesi con il presidente Mantegazza è emersa come grande sia la cura verso gli ospiti in questa RSA e come alta sia in loro la consapevolezza di quanto l’umanità sia il primo requisito da preservare e condividere. Come abbiamo fatto in questi mesi, non faremo mancare il nostro aiuto a chi si prende cura di chi è fragile e non autosufficiente, anche investendo sul sostegno alle famiglie dando forza al modello dei caregiver».