74esima festa della Repubblica


74esimo anniversario della fondazione
della Repubblica Italiana

 

 

2 GIUGNO 2020

Nessuna manifestazione pubblica quest’anno a Gorgonzola, per ricordare il 2 giugno, Festa della Repubblica italiana che compie 74 anni.

L’emergenza sanitaria da CoVid-19 vieta l’organizzazione di momenti pubblici celebrativi e l’Amministrazione comunale gorgonzolese intende ricordare la Festa della Repubblica attraverso i canali di comunicazione istituzionali.

L’invito per  tutti i cittadini, è quello di esporre la bandiera italiana, il Tricolore, se non è stato ancora fatto nei precedenti mesi dell'emergenza Coronavirus, come simbolo di unità e di grande speranza.


Il 2 giugno ci richiama ancora alla responsabilità. Lo stesso giorno del 1946 gli italiani scelsero la Repubblica e le donne e gli uomini che avrebbero dato al Paese una Carta fondamentale, basata sulla centralità della persona, dove è scritto che l’Italia “è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, così come “riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”.

Ora come allora lo spirito costituente e la ricerca condivisa del bene comune del Paese, soprattutto dopo la pandemia del virus Sars—CoV-2, dovrebbero prevalere sui particolarismi e le tattiche di corto respiro, ma questo non sembra accadere e che il tornare alla “normalità” di prima, con tutte le sue contraddizioni e fragilità, sia il desiderio prevalente.
Una volta abbandonate le azioni per il contenimento del virus, con tante limitazioni ai nostri diritti, rischiamo di cadere in un’altra pericolosa trappola: quella di limitarci a ripristinare in modello di società, di economia, di rappresentanza politica e sociale di prima di cui abbiamo sperimentato la fragilità.

Un Repubblica “fondata sul lavoro”: come si definiranno le filiere produttive e il lavoro dopo il lockdown? Le soluzioni di cui si inizia a parlare, di salvataggio immediato della nostra economia, sono certamente indispensabili, ma non risolvono le questioni di fondo del nostro sistema produttivo, dei tanti lavoratori precari, senza contratto, gli invisibili, i disoccupati che hanno il diritto a un lavoro sicuro e dignitoso.

Cosa sta cambiando e potrebbe cambiare nella vita degli individui e delle famiglie, ora che finalmente si è sdoganato lo smartworking come modalità di lavoro? E come sarà il modello educativo dopo questa esperienza di didattica a distanza?

Purtroppo ancora oggi equilibri e tatticismi lasciano spazio a una sorta di inerzia decisionale, nella convinzione che si possa ritornare alle nostre usuali abitudini; tuttavia questo significherebbe ripartire già da sconfitti.

Il nostro Paese è ricco di risorse, ma soprattutto di cittadine e cittadini che insieme hanno collaborato per vincere il virus e che altrettanto sono disponibili a fare per costruire la Repubblica sempre più giusta, che sta nel tempo della globalizzazione e della cura dell’ambiente. Uomini e donne che si sentono anch’essi padri costituenti, desiderosi di superare individualismi e operazioni di piccola facciata per fare confluire i loro sforzi in un unico grande progetto di riforma dei nostri sistemi di governo, di rappresentanza, di economia, di protezione sociale. La sfida che abbiamo di fronte è formidabile e richiede l’impegno di tutti.

C’è una missione comune da svolgere nel nostro vivere come cittadini. Per fare questo c’è bisogno di grande creatività, dote di cui noi italiani siamo particolarmente dotati e capaci di costruire il Paese che vogliamo.

W la Repubblica Italiana, W il 2 giugno!

Angelo Stucchi

Sindaco di Gorgonzola
 

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