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La Pro Loco di Gorgonzola porta la Sagra al Parlamento Europeo

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L'intervento della presidente Donatella Lavelli a Bruxelles il 28 ottobre: la Sagra Nazionale del Gorgonzola come modello di comunità, cultura e sviluppo.

Data di pubblicazione:

29 Ottobre 2026

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La storia di Gorgonzola è arrivata fino a Bruxelles. Il 28 ottobre 2026 al Parlamento Europeo è stato letto l’intervento della presidente della Pro Loco, Donatella Lavelli, per presentare la Sagra Nazionale del Gorgonzola come esempio di come la valorizzazione di un prodotto del territorio possa diventare occasione di coesione sociale, crescita economica e visibilità internazionale.

Nel suo intervento Lavelli ha ripercorso le radici del legame tra la città e il suo formaggio: le mandrie che scendevano dagli alpeggi lungo le vie della transumanza e si fermavano a Gorgonzola, dove le acque del Naviglio e le marcite garantivano erba fresca in abbondanza, e il latte delle vacche “stracche”, stanche per il viaggio, che diede origine allo Stracchino di Gorgonzola. Da quella memoria è nata nel 1999, per iniziativa della Pro Loco insieme all’Amministrazione comunale, la prima edizione della Sagra, con l’idea di restituire alla città la paternità storica del suo prodotto. Anno dopo anno la manifestazione è cresciuta fino ad accogliere oltre centomila persone in due giorni, ed è tornata nel 2022 con una scelta di sostenibilità, le stoviglie interamente compostabili.

La presidente ha raccontato come la Sagra sia diventata un’occasione per far conoscere il Gorgonzola DOP anche dal punto di vista culturale, con i laboratori di analisi sensoriale guidati dagli assaggiatori ONAF, gli show cooking con chef di fama nazionale e gli abbinamenti più originali, dai vini passiti al cioccolato, dalle birre al miele di alta montagna. Un percorso che ha accompagnato anche il riconoscimento di Gorgonzola come Città del Formaggio 2025.

Grande spazio è stato dedicato alle persone. Circa duecento volontari, tra studenti, pensionati, professionisti e operai, prestano ogni anno il loro tempo per la Sagra, lavorando fianco a fianco cittadini di lunga data e nuovi residenti, in un’esperienza che rafforza i legami della comunità. La manifestazione, ha spiegato Lavelli, porta inoltre benefici a commercianti, alberghi e artigiani della Martesana, offre visibilità ai piccoli caseifici e sostiene, grazie ai proventi, le attività sociali e culturali della Pro Loco e delle associazioni durante tutto l’anno.

Guardando all’Europa, Lavelli ha ricordato che «questo cammino non sarebbe stato possibile senza l’Europa», perché il riconoscimento della DOP nel 1996 ha protetto la storia e l’identità del Gorgonzola. Da qui l’invito a considerare il “Modello Gorgonzola”, fondato sul binomio prodotto e persone, come una strada possibile per tutelare i territori, la loro biodiversità e le comunità che li abitano, senza mai tagliare i ponti con le radici rurali.

Nelle parole conclusive la presidente ha espresso la speranza di un’Unione Europea capace di somigliare alle piazze di Gorgonzola durante la Sagra: «un luogo aperto, accogliente, dove lingue diverse si incrociano», dove l’innovazione incontra la tradizione.

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Ultimo aggiornamento: 30/10/2026, 05:08
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