Domenica 7 aprile 1946 i cittadini di Gorgonzola andarono alle urne per eleggere il Consiglio comunale, in una delle prime tornate amministrative libere dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Una data storica, che segnò il ritorno alla democrazia locale dopo il periodo fascista e, per la prima volta, la partecipazione al voto delle donne.
Le operazioni elettorali si svolsero presso le scuole elementari di via Mazzini, con seggi allestiti tra il 3 e il 9 aprile, su indicazione del sindaco pro tempore, geom. Aldo Crotti.
Furono presentate tre liste, espressione dei principali partiti dell’epoca: Democrazia Cristiana, Partito Liberale Italiano e Partito Comunista Italiano, quest’ultimo in alleanza con il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria. In ciascuna lista era presente almeno un candidato indipendente e una sola candidata donna.
La partecipazione fu molto alta: su 4.532 elettori, votarono in 4.279, pari al 94,4%, segno di un forte desiderio di tornare a esprimere democraticamente la propria scelta dopo gli anni della guerra.
I cittadini erano chiamati a eleggere 20 consiglieri comunali, con un sistema che permetteva di esprimere più preferenze, anche scegliendo candidati di liste diverse.
Dai risultati emerse una chiara affermazione della lista Libertas (Democrazia Cristiana), che ottenne la maggioranza dei seggi: 16 consiglieri su 20. I restanti 4 seggi andarono a candidati dell’area comunista e socialista, con un distacco significativo di voti. Tra gli eletti figurava anche il sindaco uscente, geom. Aldo Crotti.
Il candidato più votato fu il dott. ing. Camillo Ripamonti, con 2.294 preferenze, che divenne il primo sindaco di Gorgonzola nel dopoguerra.
A 80 anni di distanza, questa ricorrenza rappresenta un momento significativo per ricordare le radici democratiche della comunità e il valore della partecipazione civica.