Ponti di Pace: sei sindaci lombardi in Terra Santa per dare voce all’altra Palestina e rompere il silenzio

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Venerdì 13 febbraio 2026 alle 14:30 conferenza stampa a Lecco per restituire quanto visto e ascoltato in Terra Santa, oltre le semplificazioni mediatiche: difficoltà quotidiane, comunità che resistono, relazioni e turismo come speranza per ripartire

Data di pubblicazione:

13 Febbraio 2026

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C’è un’altra Palestina, di cui non si parla. E le città possono aiutarla a non scomparire nel silenzio. Una delegazione di sindaci lombardi in Terra Santa per rompere l’indifferenza e costruire ponti di Pace

C’è un’altra Palestina, di cui si parla troppo poco e che rischia di scomparire nel silenzio. È la Palestina dei territori oltre Gaza, delle famiglie, delle scuole, dei servizi sociali e sanitari, delle comunità che continuano a vivere e resistere lontano dai riflettori della cronaca internazionale.

Con questo spirito, sei sindaci lombardi — rappresentanti dei Comuni di Arese, Gorgonzola, Lecco, Legnano, Lesmo e Seregno — hanno deciso di partire insieme per un viaggio istituzionale in Terra Santa, visitando Betlemme, Gerusalemme e Gerico, per vedere con i propri occhi una realtà spesso raccontata solo per frammenti o per slogan.

Un viaggio nato dalla convinzione che i sindaci possano essere ambasciatori delle comunità, capaci di unire le città per avvicinare i popoli, come già ricordava Giorgio La Pira negli anni Sessanta. Una missione senza bandiere ideologiche, ma guidata da un’intenzione precisa: ascoltare, incontrare, comprendere. Ossia fare ciò che ogni sindaco fa ogni giorno: stare accanto alle persone e cercare soluzioni concrete, anche quando non fanno notizia.

Durante la missione, la delegazione ha incontrato amministratori locali, tra cui il Sindaco e la Vice Sindaca di Betlemme e il Governatore di Gerico, oltre a responsabili religiosi e laici di scuole, strutture sociali e sanitarie. Ha visitato luoghi simbolici e servizi essenziali: le scuole di Betlemme e Gerico, l’orfanotrofio La Crèche, il centro Effatà per bambini e giovani audiolesi, il Caritas Baby Hospital, oltre a numerosi incontri con commercianti e famiglie.

Da tutti è emersa la stessa richiesta: rompere il silenzio. Un silenzio che pesa quanto i muri che separano i territori. Un silenzio fatto di check-point che aprono e chiudono senza preavviso, rendendo la vita quotidiana un rompicapo senza soluzione. Un silenzio che trasforma diritti fondamentali in concessioni: il permesso di lavorare, di studiare, di pregare, di muoversi tra città e villaggi un tempo accessibili.

«Torniamo da questa esperienza con una consapevolezza chiara: dietro il conflitto esistono volti, famiglie, comunità che chiedono semplicemente di poter vivere con dignità. Abbiamo incontrato un’umanità che non domanda compassione, ma ascolto. Non chiede schieramenti ideologici, ma relazioni. Il primo aiuto che possiamo offrire è rompere il silenzio e restituire complessità a una realtà, troppo spesso, semplificata. Come amministratori locali sentiamo la responsabilità di costruire ponti, perché le città possono diventare luoghi di dialogo anche quando la politica internazionale fatica a esserlo. Tornare a casa, dopo un viaggio così, significa scegliere di non restare indifferenti» – dicono uniti i sei sindaci.

Nel corso degli incontri, è stato più volte ribadito con determinazione il rifiuto della violenza e del terrorismo. Palestinesi e Israeliani incontrati hanno espresso la loro distanza da Hamas e da ogni forma di estremismo, sottolineando come i muri abbiano creato due mondi che non si parlano più, alimentando paure e rancori reciproci.

In questo contesto, i sindaci hanno riconosciuto il ruolo fondamentale svolto dalla Chiesa Cattolica, che attraverso scuole, ospedali e opere sociali continua un lavoro quotidiano di tessitura paziente di relazioni, rappresentando un punto di riferimento civile oltre che religioso, capace di costruire ponti anche tra persone di fedi diverse. E proprio da una presenza attiva come padre Ibrahim Faltas, oggi direttore delle Scuole di Terra Santa, i Sindaci hanno ricevuto l’ultimo messaggio da riportare in Italia: «Tornate a visitare la Terra Santa; fate sapere che qui non c’è un pericolo per i pellegrini. Questo è il primo modo con cui potete aiutarci. Perché venendo qui rimettete in moto l’economia e ridate dignità a chi ci lavora e vive».

Un messaggio chiaro, che apre anche a prospettive concrete di collaborazione futura da attivare in ciascuna comunità locale.

Luca Nuvoli – Sindaco di Arese
Ilaria Scaccabarozzi – Sindaca di Gorgonzola
Mauro Gattinoni – Sindaco di Lecco
Lorenzo Radice – Sindaco di Legnano
Sara Dossola – Sindaca di Lesmo
Alberto Rossi – Sindaco di Seregno

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Ultimo aggiornamento: 14/02/2026, 05:55

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