Giovedì 22 ottobre 2026 la serata “Crescere connessi, educare insieme” ha dato il via a Gorgonzola a un percorso che coinvolge famiglie, scuole e realtà del territorio con un obiettivo comune: costruire un Patto digitale di comunità, un insieme di regole semplici e condivise sull’uso della tecnologia da parte di bambini e ragazzi, che gli adulti si impegnano a rispettare per primi.
L’assessora Maria Cristina Gioia e Gaia Volpe, per il Comune, hanno ricordato come l’iniziativa nasca dal lavoro del Tavolo della comunità educante e dalla volontà di ascoltare chi vive quotidianamente la sfida educativa. Durante la serata, un sondaggio in diretta ha raccolto i temi di maggiore interesse e la disponibilità a partecipare alla costruzione del Patto.
Bosch Rexroth, che attraverso il progetto Pianeta Digitale sostiene le famiglie del territorio, ha portato l’esperienza di Pioltello, dove il percorso è nato dall’iniziativa di alcuni genitori dopo episodi di cyberbullismo. Da lì sono seguiti momenti di formazione, incontri nelle scuole e occasioni di confronto con la cittadinanza, fino alla sottoscrizione del Patto digitale.
Il momento centrale della serata è stato l’intervento di Stefania Garassini, giornalista, docente universitaria e cofondatrice di Patti Digitali. Garassini ha spiegato come molti genitori desiderino posticipare la consegna dello smartphone ai figli fino ai 14 anni o oltre, ma spesso finiscano per anticiparla tra i 9 e gli 11 anni, spinti dalla convinzione che “ce l’hanno tutti”, dal timore dell’esclusione sociale o dalle continue richieste dei ragazzi. In questo senso, la scelta condivisa da una comunità aiuta a ridurre la pressione: se tutti aspettano, aspettare diventa più semplice.
Durante l’incontro sono stati richiamati anche i principali rischi legati a un uso troppo precoce della tecnologia: disturbi del sonno, difficoltà di attenzione e apprendimento, problemi di privacy, esposizione a contenuti inappropriati, adescamento online, confronto costante con gli altri e ricerca continua di approvazione attraverso i social. Per questo Garassini ha invitato a evitare gli schermi nei primi anni di vita, a non utilizzare il telefono come strumento per calmare i bambini e a rimandare il più possibile l’accesso allo smartphone e ai social network, nel rispetto dei limiti di età previsti.
L’obiettivo non è demonizzare la tecnologia ma accompagnare bambini e ragazzi verso un utilizzo graduale e consapevole degli strumenti digitali, condividendo con loro esperienze e interessi. Per le esigenze di contatto possono essere valide alternative come orologi o telefoni essenziali, privi di accesso alla rete. In alcune realtà aderenti ai Patti Digitali anche i negozi partecipano a questa rete educativa, mettendo il proprio telefono a disposizione dei ragazzi che ne hanno bisogno e mostrando un adesivo identificativo in vetrina.
Molte delle indicazioni emerse possono essere adottate fin da subito nelle famiglie:
- niente telefono durante i pasti
- schermi utilizzati solo negli spazi comuni della casa
- dispositivi lasciati in carica fuori dalle camere da letto durante la notte e notifiche silenziate nelle ore serali.
Regole che riguardano anche gli adulti, poiché bambini e ragazzi imparano soprattutto attraverso l’esempio.
Anche la scuola può contribuire a promuovere un rapporto più equilibrato con il digitale, limitandone l’uso alle finalità didattiche, evitando attività online non strettamente necessarie, non pubblicando compiti e voti in orario serale e lasciando ai ragazzi il tempo di raccontare in prima persona un voto negativo in famiglia, in un dialogo diretto tra studenti e famiglie.
La serata si è conclusa con l’impegno a proseguire il confronto attraverso nuovi incontri dedicati ai temi che emergeranno dal sondaggio, per arrivare, passo dopo passo, alla definizione del Patto digitale di comunità di Gorgonzola, uno strumento condiviso per sostenere la crescita e il benessere dei più giovani nell’era digitale.
Attraverso questo questionario vogliamo raccogliere le preferenze sui temi e le modalità organizzative per programmare i prossimi incontri in modo che rispondano il più possibile alle esigenze della comunità.
Il questionario è compilabile in quattro lingue (italiano, inglese, arabo e spagnolo) per permettere a tutte e tutti di rispondere.
Vuoi partecipare al Tavolo della Comunità educante? Compila il modulo sottostante.