Da fine aprile 2026 sono state nuovamente individuate, dall’Ufficio Verde pubblico e segnalate dalla cittadinanza, piante infestate dalla cocciniglia Takahashia japonica nel territorio gorgonzolese.
Noto anche come “cocciniglia dai filamenti cotonosi”, questo insetto è apparso per la prima volta in Europa nel 2017 a Cerro Maggiore, in provincia di Milano. Da allora, si è diffuso progressivamente in altre aree lombarde e nel nostro Comune dal 2022.
Si tratta di un parassita di origine asiatica che depone sugli alberi migliaia di uova in caratteristici ovisacchi tubolari, formanti anelli lunghi da 4 a 7 cm di colore bianco dall’aspetto cotonoso, estremamente resistenti alle intemperie e agli insetticidi, posizionati prevalentemente sui rami basali e più riparati dal sole diretto.
Questa cocciniglia si nutre della linfa prediligendo aceri, albizzia, albero di giuda, carpino bianco, gelso nero e bianco, bagolaro e liquidambar causando il disseccamento dei rami.
L’insetto non costituisce alcun pericolo per persone e animali, ma necessita di essere contenuto per evitare danni al patrimonio arboreo con interventi preventivi, trattamenti mirati e monitoraggio costante.
Ad oggi, il controllo di questo insetto risulta complesso per diversi motivi:
- incompleta conoscenza della biologia;
- mancanza di insetticidi specifici;
- restrizioni all’uso dei prodotti fitosanitari in ambito urbano.
Diffusione del parassita
La diffusione della Takahashia japonica è favorita sia da fattori naturali sia da attività umane. Il vento contribuisce alla dispersione dell’insetto, soprattutto in presenza di alberature monospecifiche lungo strade o parcheggi, che facilitano l’espansione rapida dell’infestazione.
La propagazione può avvenire anche in modo passivo, sia su brevi che su lunghe distanze, attraverso il trasporto di materiale vegetale infestato (piante o residui di potatura) o mediante mezzi di trasporto, contribuendo così alla diffusione del parassita anche in nuove aree.
Come intervenire
- rimozione manuale dei rami infestati (intervento più efficace nelle fasi iniziali)
- potature leggere e mirate, evitando interventi invasivi
- trattamenti mirati sulle forme giovanili (più vulnerabili), non sugli ovisacchi
Sono allo studio anche soluzioni con prodotti naturali e insetti predatori, ma al momento non esistono metodi di controllo pienamente validati.
Attenzioni
- i trattamenti devono rispettare le norme vigenti e, in alcuni casi, richiedono il supporto di un tecnico abilitato
- è necessario evitare trattamenti durante la fioritura per tutelare gli insetti impollinatori
Si ricorda che la Takahashia japonica non è un organismo da quarantena: non sono quindi previsti interventi obbligatori da parte del Servizio Fitosanitario Regionale, che fornisce supporto tecnico informativo.
Per maggiori info:
www.fitosanitario.regione.lombardia.it