Cos'è
Promossa con il patrocinio del Comune di Gorgonzola e in collaborazione con ReGiS – Rete Giardini Storici, l’esposizione propone un percorso tra dipinti, opere su carta e incisioni che raccontano la ricerca artistica sviluppata da Triacca nel corso di oltre cinquant’anni di attività.
Al centro della mostra vi è il segno, inteso non come semplice strumento tecnico, ma come gesto originario attraverso cui l’essere umano lascia una traccia, trasforma il pensiero in materia visibile e costruisce una narrazione. Le opere invitano il visitatore a riflettere sul rapporto tra presenza e assenza, memoria e spazio, visibile e immaginato.
Al centro della mostra vi è il segno, inteso non come semplice strumento tecnico, ma come gesto originario attraverso cui l’essere umano lascia una traccia, trasforma il pensiero in materia visibile e costruisce una narrazione. Accompagna il percorso espositivo un testo critico di Alberto Crespi, che offre ulteriori chiavi di lettura per comprendere il linguaggio e la poetica dell’artista.Architetto, pittore e incisore nato a Seregno nel 1951, Antonio Triacca ha affiancato all’attività professionale un intenso percorso creativo e didattico.
La soglia, la luce, il rapporto tra interno ed esterno, tra visibile e immaginabile divengono i temi della ricerca grafica e pittorica di Triacca. Figure e oggetti sulla soglia dell’apparire o della sparizione, ipotesi di incontri in luoghi e non luoghi, rivisitazioni di nature morte, dibattiti pittorici tra pieni e vuoti costituiscono i temi di una continua sperimentazione su tela e su carta, in ampi impaginati a scansioni geometriche. Esperto in ogni tecnica ha realizzato vetrate, mosaici e decorazioni per luoghi di culto.
La mostra rappresenta un’occasione per avvicinarsi a un linguaggio espressivo essenziale e profondo, nel quale il segno diventa strumento di relazione, memoria e conoscenza.