Il tempo è finito

23 maggio

Milano, 1944: Saevecke e Schuster si confrontano sul destino di 16 partigiani. “Il tempo è finito” racconta un intenso duello tra coscienza e responsabilità.

Cos'è

Produzione PMP Teatro – Possibili Molteplici Percorsi
Regia e drammaturgia Mauro Giaconi
Con Filippo Fiorini e Mauro Giaconi
Chitarrista Francesco Felletti
Solista Pamela Porta
Illustrazione Mauro Biani

con il patrocinio di: Comune di Gorgonzola – Associazione culturale Fuoritempo


Fino a che punto può spingersi la cieca volontà di uccidere? Qual’è il limite oltre il quale l’obbedienza ad un ordine ricevuto cessa di essere un dovere? Queste sono alcune delle domande a cui si trovano a dare risposta i due protagonisti de “Il tempo è finito”.
È la notte tra il 9 e il 10 agosto del 1944, una notte afosa, una notte che sembra non avere fine. Milano è una città carica di tensione, devastata dai bombardamenti e dalla guerriglia partigiana, manca solo l’ordine definitivo e 16 partigiani saranno trucidati. Questo è ciò che fa da sfondo ad un duello consumato con l’arma della parola tra il capitano delle SS Theodor Saevecke (Mauro Giaconi), investito dall’ordine di uccidere 16 detenuti politici, e l’Arcivescovo di Milano Ildefonso Schuster (Filippo Fiorini) che usa tutta la sua capacità dialettica e l’arte della diplomazia per convincere il primo a disobbedire ad un ordine tanto terribile.
Con questo incontro immaginario tra i due protagonisti, Mauro Giaconi, affronta di petto il tema delle responsabilità del nazismo, prendendo spunto da documenti quali: gli atti del processo a Theodor Saevecke del Tribunale Militare di Torino, “Gli ultimi giorni di un regime” (II edizione) di Ildefonso Schuster Cardinale di Milano, “Piazzale Loreto, l’eccidio e il contrappasso” di Massimo Castoldi ed altri ancora. Il testo, che non dimentica di colorare di una sottile ironia alcuni scambi verbali tra i protagonisti, delinea due bellissimi personaggi teatrali e offre la materia viva per un approfondimento sulla storia del secolo passato.
Nasce in questo modo uno spettacolo teatrale che rende palpitante il nostro passato recente, trasformando la Storia in un racconto emozionante nel quale affondano le radici della nostra società. Libertà, destino e responsabilità: grandi temi di ieri e di oggi che sul palcoscenico s’illuminano di tutta la loro attualità.
La scelta di musiche rock da origine ad una colonna sonora che sottolinea il patos dei momenti più drammatici e, al tempo stesso, da al finale un senso di speranza, trasformando una storia di ieri in una vicenda di oggi.
Con una messinscena classica e minimalista che concentra l’azione all’interno di una stanza – un ambiente dal quale sembra non esserci via d’uscita come nel duello tra i due protagonisti -, con una grande attenzione ai dettagli – un luogo fiocamente illuminato a causa del coprifuoco, il ticchettio dell’orologio che vuol sottolineare il trascorrere del tempo e l’urgenza della decisione – e , per finire, con una musica che esalta i momenti salienti della narrazione, Mauro Giaconi racconta la storia di due uomini che hanno fatto la storia del capoluogo lombardo e dell’Italia.

A chi è rivolto

A tutta la cittadinanza.

Date e orari

23
Mag

Dalle ore 21:00 alle ore 22:30

Costi

Partecipazione libera

Ingresso gratuito

Fino a esaurimento posti

Ultimo aggiornamento: 06/05/2026, 06:31

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