Stop alla vendita di bottiglie di birra e alcolici freschi

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Torna l'ordinanza estiva contro il degrado urbano: dal 6 luglio al 4 agosto 2026 vietata la vendita di alcolici refrigerati in alcune zone di Gorgonzola. Esentati bar e ristoranti con consumazione in loco.

Data di pubblicazione:

24 Giugno 2026

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Torna anche nell’estate 2026 l’ordinanza contro i fenomeni legati all’abuso di bevande alcoliche a Gorgonzola.

Dal 6 luglio al 4 agosto 2026 scatta il divieto di vendita — da parte degli esercizi commerciali presenti in Piazza De Gasperi, Via Marconi, Via Serbelloni, Piazza Europa, Via Matteotti 101, Vicolo Corridoni, Via Italia e Piazza Garibaldi — di bevande a gradazione alcolica conservate in frigorifero o comunque a temperatura inferiore a quella ambiente.

L’ordinanza n. 133 firmata dalla sindaca Scaccabarozzi vieta ai titolari e gestori di tutti gli esercizi commerciali di vicinato, medie e grandi strutture di vendita del settore alimentare e misto, nonché agli esercizi con distributori automatici, di detenere o conservare bevande alcoliche di qualsiasi genere e gradazione in apparecchi di refrigerazione o a temperatura inferiore a quella ambiente, nonché di venderle o cederle a qualsiasi titolo nelle aree individuate.

Il divieto di consumo di bevande alcoliche su suolo pubblico si estende a un’area più ampia, che comprende anche Via Mons. Cazzaniga, Via delle Rimembranze, Largo degli Alpini, Piazza Italia, Piazza della Repubblica, Via Brambilla e le zone adiacenti a luoghi di culto, stazioni della metropolitana, biblioteca comunale, istituti scolastici, parchi pubblici ed edifici di pubblico interesse.

I pubblici esercizi come bar e ristoranti potranno continuare a detenere e somministrare bevande alcoliche refrigerate esclusivamente per il consumo all’interno dei locali o nei dehors con servizio al tavolo, fermo restando il divieto di asporto. Agli esercizi artigianali alimentari con vendita da asporto — come pizzerie e gastronomie — è consentita la vendita di alcolici freschi solo se abbinata alla vendita prevalente di alimenti prodotti o cucinati al momento.

L’inosservanza dell’ordinanza comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 25 euro a un massimo di 500 euro.

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Ultimo aggiornamento: 25/06/2026, 11:52
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